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L’artista Mauro Russo realizza un’opera da dedicare al Giubileo 2025

Un’opera per il Giubileo 2025. L’iniziativa è dell’artista Mauro Russo Pittore  ed è di buon auspicio all’indomani dell’uscita di Papa Francesco dall’ospedale Gemelli dove era ricoverato dallo scorso 14 febbraio. Si tratta di un’opera che mira a sintetizzare un messaggio di pace e di speranza, come in uno scrigno di simboli e cromie che riconducono ad una immagine universale a favore di chi crede. L’opera è stata eseguita a tempera su carta di formato 25×27 cm. Il profilo di Papa Francesco chinato sulla sua croce, offre alla folla ai piedi del Colosseo la sua parola di unione e fratellanza. L’ artista dichiara: “con grande entusiasmo ho pensato alla realizzazione di una traccia per il Giubileo 2025, e’ stata anche un’ importante occasione di poter incontrare in questa esecuzione pittorica, sommi maestri del passato e del secolo scorso, che non perdevano mai la possibilità di lasciare in questi eventi il loro messaggio”. Mauro Russo in esclusiva a GP MAGAZINE, ALCE NEWS e GIUBILEO MAGAZINE ci invia il dipinto, e siamo lieti di mostrare a tutti voi lettori, quest’elaborato di piccolo formato, di un pittore ormai noto negli ambienti artistici di alto livello. Il maestro Russo con l’opera sacra, ha uno stretto legame, vogliamo ricordare un grande CROCEFISSO ad olio su tavola di quasi due metri di altezza donato alla Chiesa di San Pantaleone a Limbadi in Calabria il suo paese natio, dove tutt’ora e’ custodito nella Cappella della fonte battesimale.

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Roma: “I bei tempi andati”, la nostalgia degli anni ’50, ’60, ’70, ’80 e ’90 al Teatro Le Salette

Viviamo in tempi di nostalgia. Rimpiangiamo i ’90, gli ’80, anche i ’60, e persino i ’50. Lo chiamano “vintage”. Ci siamo dentro un po’ tutti. I nostri tempi non ci piacciono. Facebook, Instagram, TikTok: molti ne farebbero a meno pur di tornare indietro. Ma i bei tempi sono mai esistiti? Se lo chiede appassionatamente Harold Pinter in questo testo, che appartiene di buon diritto al genere del “teatro dell’assurdo”, da Beckett, Ionesco in poi. Rimpiangiamo i bei tempi, tanto che tentiamo affannosamente di ritornarci, con la chirurgia, con i vecchi video in vhs ecc. Ma non è anche vero che rimpiangiamo soprattutto la nostra gioventu’? Ma da giovani, senza tutto quello che abbiamo ora, eravamo davvero più felici? In questo testo c’è il consumismo, c’è il tatcherismo, ci siamo dentro noi, con i nostri rimpianti, le nostre speranze, i nostri inciampi odierni quotidiani. La nostalgia è un universo in cui è davvero lecito immergersi? I bei tempi andati, sono o non sono mai esistiti? E’ lecito andare “a-rebours”, a ritroso, come i gamberi? Lo scopriremo in questo spettacolo dai toni surreali, assurdi, sfumati, ma non troppo. Buona visione! 19-23 marzo, Teatro Le Salette, Vicolo del Campanile 14, Borgo Pio, Roma Regia di Gianfranco Tomei Con: Arianna Cigni, Sabrina Tutone, Giancarlo Villani

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Giubileo: A Itri la prima tappa dei “Cammini nelle aree protette del Lazio”

Parte da Itri la prima importante tappa del progetto “In cammino nelle aree protette del Lazio – Edizione Giubileo 2025”, promosso dall’assessorato regionale all’Ambiente e Turismo guidato da Elena Palazzo e dall’assessorato ai Parchi guidato da Giancarlo Righini.   L’iniziativa – in collaborazione con Cammini d’Italia, dedicata al turismo lento e sostenibile e pensata per valorizzare le numerose bellezze ancora da scoprire in tutto il territorio del Lazio – coinvolge sette Parchi, una Riserva e otto Cammini di rilevanza storica e culturale nel corso del 2025. Il primo evento è stato fissato per il 22 febbraio nel borgo storico di Itri, dove è stata organizzata una visita guidata gratuita con degustazione dei prodotti a marchio Natura in Campo. Per l’occasione presente alla partenza, alle ore 10, l’assessore regionale Elena Palazzo, residente ed ex amministratore di Itri, per un saluto i visitatori. Al termine del tour prevista la presentazione dell’eccellenza gastronomica itrana, ovvero le olive da cui si estrae un olio pregiato, famoso in tutta Italia e molto richiesto anche all’estero.   “Un’occasione perfetta per immergersi nella cultura e nei sapori del territorio – spiega l’assessore regionale Elena Palazzo -. Stiamo puntando molto sulla valorizzazione delle aree naturali di cui tutto il Lazio è ricco. Luoghi capaci di svelare angoli inesplorati, paesaggi mozzafiato e di favorire lo sviluppo di un turismo lento e sostenibile. Sono felice che il progetto prenda il via proprio nel sud pontino che ha molto da offrire in tal senso. Attraverso il Cammino nelle Aree Protette del Lazio diamo l’opportunità a tutti di conoscere da vicino le nostre bellezze paesaggistiche e allo stesso tempo di scoprire le eccellenze enogastronomiche di tutto il Lazio che molto raccontano delle nostre tradizioni e della nostra storia, proprio come le famose olive itrane. Il modo giusto per promuovere le nostre località e per favorire lo sviluppo del territorio”.   Il secondo appuntamento è fissato per domenica 23 febbraio 2025 nel Parco Naturale dei Monti Aurunci. Si partirà dal Rifugio Pornito, Maranola fino a raggiungere la cima del Monte Redentore, dove sarà possibile ammirare la vista spettacolare sul Golfo di Gaeta e le Isole Pontine. La passeggiata sarà dedicata alla scoperta del Cammino di San Filippo Neri. Per conoscere le prossime tappe e iscriversi è possibile consultare il portale www.camminiditalia.org    

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“Munch. Il grido interiore”: una grande mostra a Palazzo Bonaparte a Roma

Dal 18 febbraio al 2 giugno 2025, Palazzo Bonaparte ospiterà una grande mostra dedicata a Edvard Munch, uno dei più importanti artisti moderni. La mostra, curata da Patricia G. Berman, una delle maggiori esperte di Munch, presenterà 100 opere dell’artista, tra cui alcune delle sue più famose, come “L’urlo”, “La morte di Marat” e “Notte stellata”. La mostra si concentrerà sulla vita e sull’opera di Munch, esplorando il suo percorso umano e artistico. Munch è noto per la sua capacità di esprimere le emozioni più profonde dell’animo umano attraverso la sua arte. Le sue opere sono spesso caratterizzate da un senso di angoscia e di solitudine, che riflette le esperienze personali dell’artista. La mostra di Palazzo Bonaparte sarà un’occasione unica per conoscere da vicino l’opera di Munch e per approfondire la sua conoscenza di questo grande artista.   Chi era Edvard Munch? Edvard Munch è stato un pittore norvegese, nato nel 1863 e morto nel 1944. È considerato uno dei precursori dell’Espressionismo e uno dei maggiori esponenti del Simbolismo. La sua arte è stata influenzata dalle sue esperienze personali, segnate da lutti e da una profonda inquietudine interiore.   Le opere di Munch Le opere di Munch sono caratterizzate da un forte impatto emotivo. I suoi dipinti spesso raffigurano figure umane isolate, immerse in paesaggi inquietanti. L’uso del colore è intenso e drammatico, e contribuisce a creare un’atmosfera di angoscia e di mistero.   La mostra di Palazzo Bonaparte La mostra di Palazzo Bonaparte presenterà una selezione di 100 opere di Munch, tra cui dipinti, litografie e incisioni. Le opere esposte copriranno l’intero arco della carriera dell’artista, dai suoi primi lavori influenzati dall’Impressionismo alle opere più mature, caratterizzate da un linguaggio espressionista più personale.   Informazioni sulla mostra La mostra “Munch. Il grido interiore” si terrà a Palazzo Bonaparte, in piazza Venezia, a Roma, dal 18 febbraio al 2 giugno 2025. I biglietti sono già in vendita sul sito web di Ticket.it

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Franco Fontana “Retrospective”: una mostra celebra il maestro della fotografia a colori, fino al 31 agosto all’Ara Pacis

Fino al 31 agosto 2025, il Museo dell’Ara Pacis ospiterà una mostra dedicata a Franco Fontana, uno dei più grandi fotografi italiani del XX secolo. La mostra, curata da Jean-Luc Monterosso, esplorerà l’intera carriera di Fontana, dalle sue prime opere in bianco e nero fino alle sue più recenti creazioni a colori. Fontana è noto per il suo uso audace del colore e per la sua capacità di trasformare la realtà in pura poesia visiva. Le sue fotografie sono caratterizzate da inquadrature ardite, profondità di campo ridotta e colori brillanti. Questi elementi hanno reso Fontana un precursore nel mondo della fotografia, un artista che ha saputo rinnovare il linguaggio fotografico attraverso una visione personale unica. La mostra offrirà ai visitatori l’opportunità di scoprire l’evoluzione artistica di Fontana, dai suoi primi paesaggi in bianco e nero alle sue famose fotografie a colori di paesaggi urbani, automobili e ombre. Saranno esposte anche le sue rare Polaroid e i suoi reportage più celebri, come quello realizzato al Palazzo della Civiltà Italiana dell’EUR a Roma.   La mostra sarà arricchita da spazi immersivi, installazioni particolari e video che, insieme a una selezione di oltre 200 fotografie, offriranno al pubblico una retrospettiva completa di un fotografo che ha segnato la storia della fotografia e ha accompagnato l’arte contemporanea.   Il curatore Jean-Luc Monterosso è un curatore di fama mondiale, critico d’arte e storico. È stato il fondatore e direttore della Maison Européenne de la Photographie a Parigi. Monterosso è uno dei massimi esperti di fotografia contemporanea ed è stato scelto per curare questa importante retrospettiva su Franco Fontana.   Il museo Il Museo dell’Ara Pacis è uno dei più importanti musei di Roma. Ospita l’Ara Pacis Augustae, un monumento celebrativo dell’imperatore Augusto. Il museo è situato nel centro di Roma, in una posizione facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.   Informazioni sulla mostra Titolo: Franco Fontana. Retrospective Curatore: Jean-Luc Monterosso Date: 13 dicembre 2024 – 31 agosto 2025 Luogo: Museo dell’Ara Pacis, Roma Orari: tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30 Biglietti: intero € 10, ridotto € 8 Informazioni: https://www.arapacis.it/

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Roma: Contrasto all’abusivismo alberghiero, sospesa la licenza ad una struttura in zona Prati

Quando gli agenti del commissariato di PS Prati hanno fatto accesso all’interno della struttura ricettiva verso la quale sono stati orientati i controlli hanno riscontrato abusivismi edilizi sfociati nella realizzazione di una stanza non prevista dalla pianta catastale, così come il ritardo nella registrazione dei nominativi degli ospiti, previsto, invece, dalle leggi in materia di pubblica sicurezza. È sulla base di queste irregolarità che il Questore di Roma ha firmato ancora un provvedimento sospensivo della licenza a carico di una casa vacanze sita in via Bazzoni nel quartiere prati, avvalendosi dello strumento di cui all’articolo 100 del testo unico per le leggi di pubblica sicurezza L’interdizione dall’attività recettiva avrà una validità di cinque giorni Per l’irregolarità nella registrazione dei clienti, è scattata invece la denuncia all’autorità giudiziaria Nel dettaglio, erano due gli ospiti non tracciati che albergavano all’interno dei locali della casa vacanze. L’esito dell’attività descritta si inserisce in un più ampio bilancio di controlli mirati al contrasto dell’abusivismo nel settore recettivo su cui la questura di Roma ha puntato i riflettori già da mesi, in particolar modo alla vigilia dell’inizio del Giubileo e che interessa in maniera diffusa l’intera area del centro storico con un focus rivolto sulle aree più immediatamente a ridosso del Vaticano, anche a beneficio della sicurezza dei numerosi turisti e pellegrini che quotidianamente albergano nella Capitale. Complessivamente, dal mese di novembre, sono 78 i provvedimenti sospensivi di licenze adottati dal Questore di Roma ai sensi dell’art. 100 TULPS a carico di altrettante strutture recettive a carico delle quali sono state riscontrate irregolarità di diversa natura.

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Cammini Aperti 2025 – Edizione Giubileo

La seconda edizione di “Cammini Aperti” si inserisce nel contesto del Giubileo 2025 e avrà come protagonisti tre dei più suggestivi itinerari spirituali del Paese:        Le vie e i cammini di San Francesco        Le vie e i cammini Lauretani        Il cammino di San Benedetto   L’evento si terrà nel fine settimana del 10 e 11 maggio 2025 e rappresenta un’opportunità unica per promuovere il turismo lento e il patrimonio culturale e spirituale legato ai grandi pellegrinaggi italiani.   Primo importante appuntamento per presentare l’evento sarà la BIT di Milano, con un incontro in programma domenica 9 febbraio presso lo stand della Regione Umbria, capofila del progetto che vede coinvolte anche Lazio, Toscana, Marche ed Emilia-Romagna.   Attraverso una strategia mirata di comunicazione e relazioni con i media, AT Comunicazione si impegnerà a dare massima visibilità all’iniziativa, coinvolgendo giornalisti, influencer e stakeholder del settore turistico e culturale.   “Cammini Aperti 2025 – Edizione Giubileo” offrirà un ricco programma di eventi, incontri e attività lungo i percorsi selezionati, per far riscoprire il fascino di un’esperienza di viaggio autentica e rigenerante.    “Siamo onorate di lavorare a questo importante evento che valorizza il patrimonio dei cammini in Italia e sostiene il turismo lento, proprio nell’anno del Giubileo. Un’occasione unica per far conoscere a un pubblico più ampio itinerari di grande valore storico, culturale e spirituale.” Commentano Alessandra Agostini e Claudia Torresani, founder di AT Comunicazione.   Cammini Aperti è un’iniziativa finanziata con il Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Sviluppo e Coesione a titolarità del Ministero della Cultura, nell’ambito del progetto “I cammini religiosi di San Francesco, San Benedetto e Santa Scolastica – Azioni trasversali”.    https://www.italia.it/it/italia/cosa-fare/spiritualita/cammini-religiosi

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Warhol e Bansky in mostra fino al 6 giugno al WeGil di Roma

Kate Moss di Banksy a tu per tu con Marylin E poi la Regina Elisabetta, ritratta da Warhol con il diadema reale,  accanto a quella ritratta con le sembianze di una scimmia. E poi la carrellata di Mao, Lenin e Kennedy dell’uno e la Regina Vittoria dell’altro. In altre parole il mondo di Andy Warhol, l’artista più fotografato al mondo, famoso e onnipresente, contro l’anonimo Banksy, colui che ha reso la sua arte un evento mediatico mondiale. I due artisti sono uno di fronte all’altro nella mostra che mette i loro percorsi a confronto diretto, ovvero Warhol Banksy,  al WeGil di Roma dal 20 dicembre al 6 giugno 2025. Una rassegna unica che prende spunto dall’esposizione curata dallo stesso Banksy nel 2007 nella quale il misterioso artista metteva la propria opera a confronto con quella del padre della pop-art. Patrocinata dalla Regione Lazio, in collaborazione con LazioCrea e prodotta da MetaMorfosi Eventi e Emergence Festival, la mostra documenta il percorso innovativo e rivoluzionario dei due, con oltre 100 opere provenienti da famose collezioni private di tutto il mondo e da importanti gallerie d’arte. Dietro l’organizzazione dell’evento c’è stato un grande lavoro di ricerca e un altrettanto importante impegno a livello logistico. Basti pensare infatti solo i Muri portati da Londra(nei quali è raffigurato il lavoro di Banksy) pesano otto quintali. La mostra è contestuale al modo di fare arte oggi, che non è più l’oggetto-quadro, ma l’arte che diventa evento. Questa è una lezione Dada, una modalità per creare spaesamento, per provocare il mondo. Warhol lo faceva già negli anni ’80, contestualizzato soprattutto al consumo. Banksy lo fa oggi con le proprie citazioni esplicite come la Gioconda Smile al Louvre.

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Piazza Pia: Il nuovo look per il Giubileo piace ai romani e non solo

Piazza Pia è stata per secoli un nodo urbano irrisolto, un dilemma che ha visto impegnati Papi, progettisti e istituzioni cittadine,  quello dell’accesso alla Basilica di San Pietro e del collegamento con Ponte e Castel Sant’Angelo. Ecco le tappe che hanno segnato le trasformazioni di questo luogo emblematico, dalle sue origini di anonimo snodo della viabilità a una definizione urbanistica completamente rinnovata. L’area compresa tra Castel Sant’Angelo e Borgo nel medioevo era un piazzale da cui partiva una via porticata citata in numerosi documenti dei secoli XII e XIV e cancellata nelle successive trasformazioni del tessuto insediativo. Attraverso il lungo porticato, si arrivava fino alla basilica di San Pietro, offrendo ai fedeli riparo dalle intemperie. Le prime grandi modifiche arrivano nel Quattrocento proprio in previsione e in coincidenza dei Giubilei, occasioni in cui la città, nel passato come oggi, per accogliere i numerosi pellegrini si apre a diverse sistemazioni urbanistiche. Già per il Giubileo del 1450 Nicolò V progettò una risistemazione dell’area, rimasta poi incompiuta. Successivamente Alessandro VI, per realizzare una nuova strada destinata a diventare la nuova via di accesso dei pellegrini alla Basilica, ordinò le prime demolizioni di alcuni edifici del borgo medievale, tra cui addirittura un mausoleo in forma di piramide, gemello della Piramide Cestia. Per velocizzare l’abbattimento della Piramide Vaticana fu persino concessa l’indulgenza a quanti avessero partecipato all’abbattimento. Via Alessandrina, dal nome del Papa che ne aveva promosso la realizzazione, fu inaugurata per il Giubileo del 1500. Ben presto assunse il nome di Borgo Nuovo in contrapposizione all’altra direttrice principale che conduceva a San Pietro, Borgo Vecchio. Quindi dall’attuale piazza Pia, allora denominata piazza Castello o piazza di Borgo partivano tre strade, le due che attraverso il denso tessuto abitativo di Borgo conducevano a San Pietro, e quella in direzione di Borgo Sant’Angelo. E tra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo si sviluppava la Spina, un isolato così denominato per la sua forma allungata con la punta rivolta verso il Tevere, verso l’attuale Piazza Pia e la base verso San Pietro. A raccontare la storia di queste profonde trasformazioni, una mostra allestita ai Musei Capitolini nel 2016, “La Spina, dall’agro vaticano a via della Conciliazione”, a cura di Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco, attraverso diversi materiali. Dopo la realizzazione del colonnato di Gian Lorenzo Bernini nel Seicento piazza San Pietro ha ormai il suo aspetto definitivo, ma il raccordo tra la Spina e l’area corrispondente all’attuale Piazza Pia è ancora oggetto di polemiche, discussioni e progetti. Il primo tentativo di migliorarne l’aspetto si deve a Papa Paolo V che, dopo aver condotto nel Vaticano l’acqua Paola, decise di decorare la fronte della Spina con la Fontana del Mascherone. Nelle mappe seicentesche la piazza, però, è solo uno slargo piuttosto modesto e senza edifici di pregio, sul quale si innestava la via proveniente da Ponte Sant’Angelo e che nel lato sud superate alcune strutture dell’ospedale Santo Spirito scendeva ripida verso il Tevere. L’area non subisce particolari mutamenti fino al 1852, quando su progetto dell’architetto Luigi Poletti, ai due lati della punta della Spina vengono realizzate due vere e proprie quinte architettoniche. L’intervento consisteva nel “rivestire” con due facciate gemelle scandite da lesene e capitelli in travertino, le modeste architetture dei fabbricati retrostanti.Con le due facciate neoclassiche e la fontana in mezzo si “realizzava” secondo Gianfranco Spagnesi “una delle ultime scenografie urbane di stampo quasi barocco”.  Nel 1875 si dette inizio alla costruzione dei muraglioni che dovevano arginare il Tevere, che comportò la demolizione di manufatti presenti sulla riva, la realizzazione degli argini e del Lungotevere. I lavori andarono avanti fino al 1926, modificando drasticamente il rapporto tra la città e il suo fiume e demolendo la parte meridionale dei bastioni del Castello. Ma anche questa risistemazione era destinata a scomparire. Nel 1911 fu inaugurato ponte Vittorio Emanuele II all’altezza di borgo Santo Spirito. Quando era ancora in definizione la viabilità per il collegamento fino a Prati, la stessa conformazione di piazza Pia viene modellata a garanzia del traffico veicolare. La Spina fu cancellata a colpi di piccone nel 1936 all’indomani dei Patti Lateranensi per far spazio alla nuova via della Conciliazione, la materializzazione visiva della fine del dissidio tra Stato e Chiesa e la nuova grande via di accesso a piazza San Pietro per chi proviene da ponte e Castel Sant’Angelo. Le demolizioni iniziarono proprio dall’area di Piazza Pia con la prima picconata assestata da Mussolini al cornicione del palazzo dalla forma allungata che definiva la punta della Spina. Se le demolizioni furono completate in un solo anno, la ricostruzione fu lentissima anche a causa delle vicende belliche che avevano svuotato le casse del Comune. Alla sistemazione che è rimasta invariata fino al 2023 e al completamento degli arredi di via della Conciliazione si arrivò in vista del Giubileo del 1950. Oggi turisti, pellegrini e cittadini possono ammirare piazza Pia con un nuovo volto, trasformata dopo solo un anno e cinque mesi di lavori. Un luogo da vivere nel cuore di Roma, a due passi dal Vaticano, dall’affascinante scenario del Tevere con i suoi ponti e dal Cupolone.

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curiosità

La storia della campana ufficiale del Giubileo 2025

La Campana ufficiale del Giubileo 2025 è stata realizzata dalla Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, in provincia di Isernia. Questa storica fonderia, tra le più antiche al mondo, ha creato una campana dal peso di 200 kg, con una circonferenza di 2 metri, accordata sulla nota musicale RE. La campana presenta in rilievo il logo del Giubileo 2025, accompagnato dal motto “Peregrinantes In Spem” (Pellegrini nella Speranza). Il logo raffigura quattro figure stilizzate che rappresentano l’umanità proveniente dai quattro angoli della terra, unite tra loro, con la prima abbracciata da una croce simbolizzante Cristo, che si prolunga diventando un’ancora di speranza. Le onde sottostanti sono mosse, a simboleggiare che il pellegrinaggio della vita non sempre si svolge in acque tranquille. Oltre al logo, sulla campana sono presenti altri elementi decorativi: Quattro angeli stilizzati posizionati ai quattro angoli della terra, che trattengono i quattro venti affinché non soffino sulla terra, sul mare o su alcuna pianta, ispirati al passo dell’Apocalisse 7. Il numero quattro simboleggia l’universalità e i quattro angoli della terra rappresentano il mondo intero. L’immagine del Santo Padre nell’atto di aprire la Porta Santa della Basilica di San Pietro, gesto che identifica l’inizio dell’Anno Santo. La Porta rimane aperta per l’intero anno giubilare, permettendo ai pellegrini di attraversarne la soglia per ottenere l’indulgenza associata all’Anno Santo, dimostrando che il loro pellegrinaggio li ha condotti all’incontro con Cristo e che la Porta è sempre aperta per tutte le persone di buona volontà. Lo stemma della Città del Vaticano (le Chiavi consegnate da Cristo all’apostolo Pietro) e il motto papale “Miserando Atque Eligendo” (“lo guardò con sentimento di amore e lo scelse”, tratto dalle Omelie di San Beda il Venerabile). La fusione della campana è avvenuta il 15 dicembre 2023 ad Agnone, alla presenza dell’Arcivescovo Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione. La Pontificia Fonderia Marinelli aveva già realizzato campane per precedenti giubilei, tra cui quella maestosa del Giubileo del 2000, attualmente situata nei Giardini Vaticani. Per i collezionisti e i fedeli interessati, sono disponibili riproduzioni in miniatura della Campana del Giubileo 2025, fedeli all’originale e realizzate con materiali di alta qualità. Queste riproduzioni possono essere acquistate presso vari rivenditori specializzati. La Campana del Giubileo 2025 rappresenta un simbolo di fede, speranza e unità per i pellegrini di tutto il mondo, accompagnando le celebrazioni dell’Anno Santo con i suoi rintocchi solenni.

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